Confagricoltura Vicenza

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COMUNICATI STAMPA

  • 19 luglio 2013 - AGRINSIEME -LA RIVOLUZIONE IN DIECI MOSSE DEL MADE IN ITALY

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  • 16 luglio 2013 - ESTATE 2013

    AGRITURISMO DECISAMENTE MEGLIO DEGLI ALTRI SETTORI “ALBERGHIERI”, MA GLI IMPRENDITORI AGRICOLI ALZANO LA GUARDIA.

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  • 16.07.2013- Raccolta firme per il Tribunale di Vicenza

    Di seguito riportiamo l'appello/petizione, di cui il primo firmatario, è il Sindaco di Vicenza Achille Variati,  indirizzato al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri per chiedere che al Tribunale di Vicenza vengano assegnati non solo i magistrati che mancano per raggiungere il numero previsto dalla pianta organica, ma anche ulteriori unità a garanzia che il numero di pratiche per ogni magistrato sia in linea con la media nazionale.

    Appello/Petizione al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.
    Una giustizia che non risponde in tempi accettabili è una giustizia che non funziona. La responsabilità non è certo dei magistrati, ma dell’eccessivo carico di lavoro a cui ognuno di loro è sottoposto. A fronte di una media nazionale di 500 pratiche all’anno, infatti, i magistrati del Tribunale di Vicenza gestiscono mediamente ciascuno ogni anno oltre 1.000 pratiche. Inevitabilmente i tempi delle cause si allungano e quindi i costi sostenuti dai cittadini e dalle imprese aumentano, con gravi conseguenze in particolare in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo.

    Ci rivolgiamo a Lei, Signora Ministro, non per chiedere misure straordinarie, ma solo per vedere rispettati gli standard di normalità.
    La pianta organica per il Tribunale di Vicenza prevede 27 magistrati, ma gli effettivi sono attualmente solo 24 in servizio. L’annunciato accorpamento con il Tribunale di Bassano del Grappa, qualora venisse realizzato, non risolverebbe comunque i problemi, ma li aggraverebbe poiché anche in Bassano del Grappa la pianta organica prevede 9 magistrati, ma sono solo 5 quelli effettivamente in servizio. Una proposta dello stesso Ministero della Giustizia indica per il Tribunale di Vicenza un aumento di almeno 5 magistrati oltre quelli previsti dall’attuale pianta organica. Le chiediamo quindi, Signora Ministro, di assegnare al Tribunale di Vicenza non solo i magistrati che mancano per raggiungere il numero previsto dalla pianta organica, ma anche ulteriori unità a garanzia che il numero di pratiche per ogni magistrato sia in linea con la media nazionale.

    Fiduciosi del Suo interessamento.

    Per tutte le informazioni e per firmare l'appello:
    http://www.comune.vicenza.it/amministrazione/sindaco/petizionetribunale.php

  • 11.07.2013 -LETTERA APERTA AI MINISTRI DI AGRICOLTURA, AMBIENTE E SALUTE

    “In questi giorni cresce la pressione delle organizzazioni contrarie agli OGM per invocare urgentemente la Clausola di Salvaguardia, unico strumento previsto dalle norme comunitarie per bloccare l’utilizzo di OGM approvati dalla Commissione Europea.
    L’auspicio è che non vengano prese decisioni precipitose. Innanzitutto mancano i presupposti per invocare tale Clausola, cioè nuove evidenze scientifiche non prese in considerazione all’atto dell’autorizzazione dell’OGM. In secondo luogo non esiste nessun pericolo imminente: i pochi ettari seminati con mais Mon 810 non sono in grado di mettere a rischio né l’ambiente, né la salute dei consumatori né la tanto citata, spesso a sproposito, biodiversità. Prima del 2000 ben più ettari del 2013 erano seminati a varietà OGM e nulla è successo; nella vicina Francia svariate decine di migliaia di ettari sono stati seminati fino al 2007 e nel momento dell’introduzione del divieto si è tornati a seminare mais non OGM senza alcuna conseguenza delle semine degli anni precedenti. L’unico reale rischio che corre chi si oppone agli OGM è che, se si seguissero e si studiassero quei pochi ettari seminati, si potrebbe riscoprire che la coesistenza potrebbe essere possibile anche nel nostro Paese, che un ettaro di mais OGM autoprotetto contro la piralide, un insetto che attacca la pianta e la spiga del mais, contiene alla raccolta meno micotossine, sostanze tossiche per l’uomo e gli animali, prodotte dalle muffe che si sviluppano sulle ferite causate al mais da questo insetto.
    Si potrebbe riscoprire che non occorrerebbe trattare il mais dopo la fioritura con insetticidi non selettivi per gli insetti diversi dalla piralide; che ogni chilo di mais resistente alla piralide richiede meno acqua, energia, concimi e fitofarmaci per essere prodotto, quindi costa meno produrlo, così come potrebbe costare meno il cibo che ne deriva. Si potrebbe riscoprire che gli animali allevati con il mais resistente alla piralide godono di migliore salute rispetto agli animali allevati con il mais convenzionale; che nel terreno coltivato con mais resistente alla piralide al momento della raccolta ci potrebbe essere meno azoto e quindi meno rischio di inquinamento delle falde.
    Dico riscoprire perché tutti questi dati erano già emersi direttamente o indirettamente nelle sperimentazioni svolte da Università ed enti di ricerca pubblici nel nostro Paese prima del 2000 e in una breve parentesi successiva, ma sono stati accuratamente nascosti o presentati in modo distorto all’opinione pubblica.
    Credo sia stato un errore il blocco della sperimentazione in campo nel nostro Paese culminato nel rogo dei campi dell’Università della Tuscia di un anno fa, ma sarebbe altrettanto sbagliato perseverare nell’impedire la sperimentazione negli anni a venire ed è sbagliato impedire l’utilizzo di quegli OGM che si dimostrano vantaggiosi e meno rischiosi per l’ambiente, l’uomo e gli agricoltori. Credo che la buona politica dovrebbe documentarsi, conoscere, approfondire e decidere conseguentemente a volte anche in contrasto con gli interessi delle lobbie più potenti, che in Italia non sono certo rappresentate dalla Monsanto, sapendo spiegare all’opinione pubblica scelte che a prima vista potrebbero sembrare impopolari.
    Credo infine che il made in Italy agroalimentare non abbia bisogno di demonizzare gli OGM per difendere il proprio mercato perché si è affermato prima del loro avvento e perché, senza gli OGM prodotti all’estero ed importati in Italia, buona parte del made in Italy agroalimentare oggi non potrebbe essere prodotto. Credo sia ingiusto vietare ai nostri agricoltori di coltivare quegli OGM che possono essere importati e consumati in Italia, soprattutto in un’epoca in cui le protezioni alle frontiere sono svanite e il sostegno ai redditi agricoli va sempre più riducendosi. Le statistiche ufficiali (Eurostat, USDA) mostrano in modo evidente che, a 17 anni dall’introduzione commerciale del Mon 810, gli agricoltori dei Paesi che lo impiegano, come USA e Spagna, producono di più consumando meno risorse e guadagnano di più dal momento che il mais non OGM non vale di più del mais OGM.
    Restando a disposizione per dare evidenza delle mie affermazioni, anche con visite a campi di mais, invio i miei più cordiali saluti”.
    Marco Aurelio Pasti Presidente dell’Associazione Italiana Maiscoltori (AMI)


  • 03 luglio 2013. IL SINDACATO PENSIONATI DI CONFAGRICOLTURA VENETO INCONTRA CLODOVALDO RUFFATO

    L’appuntamento è per domani, giovedì 4 luglio, nella sede di Palazzo Ferro Fini a Venezia
    Le conseguenze economiche e finanziarie della crisi che ha investito il nostro Paese gravano sulle spalle di tutti ma in maniera particolare su quelle dei pensionati, la categoria più debole fra tutte quelle che compongono il panorama sociale italiano.
    Forte di questa convinzione, il presidente del sindacato pensionati di Confagricoltura Veneto, Lorenzo Massignan, ha chiesto di incontrare, insieme al proprio Consiglio direttivo, il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato.
    L’incontro, che si terrà domani giovedì 4 luglio, sarà l’occasione per affrontare alcuni fra i temi ai quali i pensionati dell’agricoltura e non solo sono più sensibili, come i pesanti tagli apportati al Fondo per le Politiche Sociali e al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, i ripetuti aumenti del costo di gas, acqua, luce, cui si aggiungono le addizionali regionali e comunali. Un quadro preoccupante, che costringe i pensionati, dopo tanti anni di onesto lavoro in campagna, a guardare con preoccupazione al loro futuro. I pensionati di Confagricoltura Veneto sono convinti di trovare, su questi problemi, un interlocutore attento e sensibile nella persona del presidente del Consiglio regionale.

  • 17 giugno 2013. DL "del fare"

    Prima risposta ai problemi delle imprese agricole.
    Attendiamo altre misure per rilanciare sviluppo e competitività 

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  • 12 giugno 2013. ASSEMBLEA CONFAGRICOLTURA

    IL MINISTRO DE GIROLAMO: “PRESTO LE VOSTRE RICHIESTE DIVENTERANNO FATTI CONCRETI

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  • 11 giugno 2013. Occupazione

    Agrinsieme: favorire le assunzioni nel settore primario

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