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COMUNICATI STAMPA

  • 19.11.2013 - SUL PSR IL CONSIGLIO REGIONALE BATTA UN COLPO

    Questo il primo messaggio trasmesso ai presidenti dei gruppi politici rappresentati in Regione contro l’eccesso di protagonismo manifestato talvolta dalla struttura burocratica

    Mentre sta entrando nel vivo il dibattito sul Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, Agrinsieme Veneto, il coordinamento di CIA, Confagricoltura, Confcooperative Fedagri, Legacoop Agroalimentare, AGCI Agrital, ha voluto esprimere il proprio pensiero, ai gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale, su quello che sarà il fondamentale strumento per la crescita del settore agroalimentare nei prossimi sette anni.
    Nel documento consegnato, Agrinsieme ha ribadito le esigenze fondamentali del mondo produttivo: l’esercizio pieno e completo da parte del Consiglio regionale del ruolo di indirizzo della politica veneta attribuitogli dallo Statuto; massima semplificazione del prossimo PSR, che deve dimagrire come mole e sfoltire drasticamente il numero delle misure e sottomisure attivate, il tutto per una gestione meno burocratica e più agevole dell’intero sistema; accanto alla semplificazione, la flessibilità, per permettere al PSR, che ha durata settennale, di adattarsi al mutare delle condizioni che inevitabilmente si verificherà sul medio – lungo termine; concentrazione delle risorse disponibili a favore delle imprese agricole singole ed associate per sostenerne la competitività e l’efficienza, evitando di utilizzare i soldi del PSR per interventi di interesse collettivo che devono essere alimentati con fondi non agricoli (v. Piano nazionale irriguo); una rinnovata attenzione al credito, punto nevralgico della crescita delle imprese, attraverso una riforma di Veneto Sviluppo che ne permetta un’azione più incisiva a favore del settore agroalimentare; una rivisitazione del ruolo e della funzionalità dei GAL all’interno del PSR.
    I presidenti dei gruppi consiliari hanno prima di tutto espresso il loro apprezzamento per l’impegno di semplificazione della rappresentatività sindacale che ha portato cinque sigle molto diverse fra loro a riunirsi nel coordinamento di Agrinsieme; quindi hanno dichiarato di condividere le posizioni espresse, manifestando piena disponibilità a collaborare per il perseguimento degli obiettivi indicati.

  • 18.11.2013 - crisi i florovivaisti vicentini

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  • 14.11.2013 - COMUNI E IMU

    IL DISAVANZO DEI COMUNI NON SI FACCIA PAGARE AD AGRICOLTORI.
    VA DISCUSSA COMPLESSIVAMENTE LA FISCALITA’ AGRICOLA

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  • 12.11.2013 - LA BUROCRAZIA PESA SULLE IMPRESE

    LE REGIONI PER STILARE I PIANI DI SVILUPPO RURALE
    IMPIEGANO 9 KG DI CARTA

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  • 12.11.2013 - AGRINSIEME INCONTRA I GRUPPI POLITICI IN CONSIGLIO REGIONALE

    Agrinsieme Veneto, il coordinamento di ben cinque associazioni attive nel settore agroalimentare e cioè Cia, Confagricoltura, Confcooperative Fedagri, Legacoop agroalimentare, Agci Agrital, incontra in questi giorni i presidenti dei gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale, allo scopo di richiamare la loro attenzione sui temi oggi al centro del dibattito.
    In particolare, i rappresentanti di Agrinsieme Veneto presenteranno un documento di osservazioni e proposte sul prossimo Programma di Sviluppo Rurale, affinché questo strumento, ormai l’unica fonte di finanziamento rimasta a disposizione del settore agroalimentare per promuoverne lo sviluppo, sia indirizzato prioritariamente a sostenere lo sforzo che le imprese singole ed associate stanno compiendo per restare sul mercato in maniera competitiva.

  • 04.11.2013 - Gasolio Serre

    Bene la chiusura della procedura d'infrazione UE sull'esenzione dell'accisa

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  • 23.10.2013 - PASCOLAMENTO DA PARTE DI TERZI: DAL 2014 NON E’ PIU’ AMMISSIBILE A CONTRIBUTO

    Cambiate in corso d’opera le regole del gioco per gli allevatori ai fini dell’ottenimento del premio unico PAC
    C’è molta preoccupazione fra gli allevatori veneti per la decisione improvvisa con cui AGEA ha stabilito che, a partire dal 2014, il calcolo delle superfici a pascolo magro per la presentazione della Domanda Unica della PAC non può più comprendere il pascolamento da parte di terzi. La logica comunitaria vuole che le superfici a pascolo, per poter accedere al premio, devono essere conservate e utilizzate come tali; solo che, fino a questo anno, il titolare poteva pascolarle direttamente o anche farle pascolare, mentre, dal 2014, il pascolamento da parte di terzi non è più ammissibile.
    Ne deriverà un danno economico a carico degli allevatori veneti che si può calcolare intorno ai 150 milioni e un aggravamento del rischio di diffusione della blue tongue, la micidiale malattia infettiva contagiosa dei ruminanti. Se, infatti, fino ad oggi, grazie alla possibilità di tenere conto del pascolamento da parte di terzi ai fini del premio unico, era possibile contare su capi stanziali e distribuiti su di una superficie più ampia, in modo da ridurre il rischio di contagio in virtù della minor promiscuità e dei minori trasferimenti, dal 2014 il bestiame si ammalerà più facilmente. E ciò senza contare i vantaggi di natura ambientale che derivano dall’ammettere al pascolo terreni marginali e abbandonati.
    E poi, è una questione di equità: perché viene proibita senza preavviso e senza fornire alcuna motivazione una prassi largamente diffusa fra gli allevatori, provocando loro un danno economico e mettendoli in difficoltà nella programmazione economica e finanziaria a breve termine? Il buon senso suggerisce, invece, di rinviare ogni decisione relativa alle modalità di gestione dei terreni ai fini dell’ottenimento dei contributi comunitari e quindi anche ogni decisione riguardante il pascolamento da parte di terzi, all’entrata in vigore della nuova PAC fissata al 2015, in modo da permettere ai produttori di organizzarsi in base alle nuove disposizioni.

  • 22.10.2013 Legge di stabilità

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